Obiettivi
In conformità alle previsioni del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 (di seguito “Regolamento 2088”), l’Agenzia adotta la presente Politica.
L’entrata in vigore del Regolamento è avvenuta nel contesto di un quadro normativo in evoluzione, in attesa dell’emanazione delle norme tecniche attuative, nonché dell’armonizzazione del quadro normativo europeo e, auspicabilmente, di quello nazionale di settore.
La presente Politica rappresenta quindi un’applicazione del Regolamento 2088 secondo criteri “high-level” e “principle-based” in attesa di un quadro normativo più definito.
Definizioni e terminologia
Agente o Consulente finanziario
Ai fini del presente documento, un intermediario assicurativo iscritto alla sezione A del Registro Unico Intermediari (RUI) che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP.
Emittenti
Soggetti che, per il finanziamento delle proprie attività, emettono strumenti finanziari atti alla circolazione e quindi a essere scambiati su un mercato. Le imprese organizzate in forma di società di capitali che finanziano il proprio debito a medio e lungo termine (emittenti corporate) e gli Stati che finanziano il proprio debito pubblico (emittenti governativi) sono i più importanti emittenti di strumenti finanziari.
Fattori ESG (Environmental, Social, Governance)
Problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva.
IBIP o prodotto di investimento assicurativo
Un prodotto assicurativo che presenta una scadenza o un valore di riscatto e in cui tale scadenza o valore di riscatto è esposto, in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato esclusi:
Investimento sostenibile
Investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, misurato, ad esempio, mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l’impiego di energia, l’impiego di energie rinnovabili, l’utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l’uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l’impatto sulla biodiversità e l’economia circolare o un investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo sociale, in particolare un investimento che contribuisce alla lotta contro la disuguaglianza, o che promuove la coesione sociale, l’integrazione sociale e le relazioni industriali, o un investimento in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate a condizione che tali investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno di tali obiettivi e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, in particolare per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale e rispetto degli obblighi fiscali (articolo 2 n. 17 del Regolamento (UE) 2019/2088).
Rischio di sostenibilità
Un evento o una condizione di tipo ESG che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento (c.d. dimensione di rischio “subito”).
Effetto negativo per la sostenibilità
Impatto negativo delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, cioè su problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla corruzione attiva e passiva (c.d. dimensione di rischio “generato”).
Perimetro di applicazione
La presente politica viene adottata dall’Agenzia in applicazione di quanto previsto dal Regolamento 2088, trattandosi di intermediario che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo ai prodotti di investimento assicurativo (IBIP).
La rilevanza dei fattori ESG negli investimenti e nei prodotti finanziari
L’Agente, in quanto intermediario assicurativo iscritto alla Sezione A del Rui, che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP), riconosce la rilevanza dei fattori ambientali, sociali e di governo societario (cosiddetti fattori “ESG” – Environmental, Social, Governance) nel processo decisionale degli investimenti, nei criteri di selezione degli emittenti e nella gestione degli investimenti stessi. Il presidio dei Fattori ESG nelle attività di investimento svolto da Unipol Assicurazioni S.p.A. (di seguito anche “Unipol” o “Compagnia”) in base alla politica dalla stessa adottata (come illustrato nel paragrafo seguente), consente di gestire efficientemente gli elementi di rischio del portafoglio, anche in contesti caratterizzati da elevata volatilità, e di raggiungere rendimenti finanziari a lungo termine adeguati al rischio.
I Fattori ESG rappresentano, infatti, aspetti di rilievo da considerare, sia nell’ottica di un migliore presidio del rischio che in quella della più efficace individuazione di ambiti di attività in grado di creare valore nel lungo periodo, rispondendo alle istanze sociali e ambientali maggiormente rilevanti.
L’integrazione dei rischi di sostenibilità nelle scelte di investimento e la valutazione degli impatti di tali rischi sul rendimento dei prodotti finanziari
L’Agente propone ai suoi clienti un’offerta di prodotti di investimento assicurativo interamente realizzati da Unipol.
Unipol ha definito le proprie “Linee Guida per l’attività di investimento responsabile” (le “Linee Guida”), attraverso le quali la Compagnia si impegna a presidiare i Fattori ESG nelle attività di investimento, definendo le modalità di integrazione degli stessi nel relativo processo decisionale, con particolare riferimento agli investimenti diretti delle Gestioni Separate collegate a prodotti rivalutabili e ai PIP attuati medianti tali contratti. Rispetto ai prodotti Unit-Linked e Index-Linked, ai PIP attuati mediante tali contratti nonché ai Fondi Pensione Aperti, fatta eccezione per specifiche opzioni di investimento che integrano i Fattori ESG nei criteri di selezione degli emittenti e di gestione degli investimenti, la Compagnia svolge un monitoraggio ex post sugli investimenti diretti sottostanti, per verificare in che misura rispettano i criteri ESG definiti dalle suddette Linee Guida.
In questo modo Unipol controlla e gestisce i “rischi di sostenibilità” che potrebbero provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento.
L’integrazione dei Fattori ESG nei processi decisionali relativi agli investimenti finanziari avviene tramite l’adozione delle seguenti strategie di investimento sostenibile e responsabile:
Screening basato su Convenzioni internazionali (Norm-based Screening), utile alla definizione dei criteri di esclusione conduct-based;
Esclusioni product-based e conduct-based.
La Compagnia valuta l’ammissibilità degli emittenti con il supporto di un provider specializzato che realizza un’analisi delle performance ESG degli stessi sulla base di norme e standard internazionali quali la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Global Compact delle Nazioni Unite e le Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali.
Questa analisi consente di monitorare e valutare i potenziali ambiti dei Rischi di sostenibilità e, in particolare:
gli eventi connessi ad aspetti ESG che generano rischi legali e/o reputazionali, ad esempio in relazione alla presenza di accuse e processi che coinvolgono gli emittenti considerati, con potenziale impatto sul valore del titolo;
la condotta ESG degli emittenti, verificando quanto questi ultimi siano impegnati a definire presidi (quali ad esempio business ethics e relativa supervisione, proattiva supervisione del modello di rischio e relativo collegamento alla strategia, strumenti di gestione e controllo, supervisione del board, cultura aziendale, accountability) che possano evitare o mitigare gli eventi connessi ad aspetti ESG;
la capacità degli emittenti di gestire gli aspetti ESG che possono determinare vantaggi o svantaggi competitivi, ad esempio la capacità o meno di prevenire evoluzioni normative e di contesto connesse alla gestione degli aspetti ESG.
Tale analisi può condurre all’esclusione di un emittente dall’universo investibile.
Esclusioni
Nel caso di Emittenti Corporate sono previste due tipologie di esclusioni, di seguito descritte.
Esclusioni conduct-based
Sono esclusi gli investimenti in Emittenti Corporate che, nello svolgimento della loro attività principale, siano coinvolti in:
violazione dei diritti umani e dei lavoratori;
sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business.
Esclusioni product-based
Sono esclusi gli investimenti in Emittenti Corporate coinvolti in:
produzione di armi non convenzionali (armi nucleari, bombe a grappolo, mine anti-uomo, armi chimiche, armi biologiche);
gioco d’azzardo (per oltre il 20% del fatturato);
estrazione di carbone e generazione di energia elettrica da carbone termico (per oltre il 30% del fatturato, e che non dimostrino un posizionamento sufficientemente ambizioso in termini di transizione del business verso un’economia a basse emissioni di carbonio).
Rispetto agli Emittenti governativi, Unipol ritiene non sostenibile investire in titoli di Stato emessi da Paesi in cui si verificano gravi violazioni dei diritti umani o politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.
A partire dalla rilevazione di tali ambiti ESG, il Unipol sta consolidando un modello che consente di valutare gli impatti negativi dei rischi di sostenibilità sul valore degli investimenti e, di conseguenza, sul rendimento dei prodotti finanziari.
Le politiche sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nelle consulenze in materia di prodotti di investimento assicurativo
L’Agente, in coerenza con le indicazioni fornite dalla Compagnia, nella misura e secondo l’approccio “high-level” e “principle-based” adottato dalla Compagnia che è il soggetto che realizza i prodotti assicurativi stessi, come sopra descritto, integra i rischi di sostenibilità nella propria attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo, secondo il processo previsto dai sistemi informatici messi a disposizione dalla Compagnia.
La consulenza in materia di assicurazione riguardo agli IBIP avviene secondo un processo che risponde alle disposizioni dettate dal legislatore europeo e nazionale e dall’Autorità di Vigilanza sulle imprese di assicurazioni e sugli intermediari (IVASS) in cui si integrano le disposizioni contenute nel Regolamento 2088.
In particolare, i rischi di sostenibilità che possono impattare sul prodotto finanziario sono espressi dalla Compagnia in modo sintetico, attraverso la valutazione dei probabili impatti dei rischi di sostenibilità sul rendimento dei prodotti finanziari, nella documentazione precontrattuale da essa predisposta e sono considerati dall’Agente, in modo integrato rispetto agli altri fattori di rischio che possono incidere sul rendimento dei prodotti, nell’attuale fase di prima applicazione della normativa, al fine di fornire una visione esaustiva di tutti i rischi potenziali ad essi riferibili.
In particolare, l’Agente fa proprio e trasmette al cliente, sia attraverso l’illustrazione del materiale informativo precontrattuale predisposto dalla Compagnia, sia nell’attività di consulenza che segue l’approccio individuato dalla Compagnia, il risultato della valutazione dei possibili impatti dei rischi di sostenibilità sul rendimento dei prodotti finanziari, nella misura in cui esso sia espresso in relazione a ciascuna opzione di investimento ad essi sottostante.
Se non si ritengono rilevanti i rischi di sostenibilità, alla luce delle indicazioni ricevute dalla Compagnia, la descrizione contenuta nell’informativa precontrattuale contiene una spiegazione chiara e coincisa.
La considerazione dei principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità
Come previsto dalle proprie “Linee Guida”, Unipol considera i principali effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità (gli “Effetti Negativi”). In particolare, con riferimento agli investimenti finanziari, la Compagnia si impegna a presidiare gli Effetti Negativi attraverso un processo di dovuta diligenza volto a identificare, prevenire e mitigare tali effetti, verificando e valutando l’approccio degli emittenti ai principi di condotta responsabile.
In coerenza con le predette Linee Guida, e in relazione al perimetro di investimento ivi definito, la Compagnia identifica nel cambiamento climatico uno dei più rilevanti fattori di rischio di sostenibilità e, insieme, uno degli ambiti più significativi nei quali si possono determinare gli Effetti Negativi.
La Compagnia ha inoltre identificato alcuni ulteriori Effetti Negativi come prioritari in relazione agli emittenti corporate, quali in particolare:
la violazione dei diritti umani e dei lavoratori;
lo sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
l’utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business;
la produzione di armi non convenzionali (armi nucleari, bombe a grappolo, mine anti-uomo, armi chimiche, armi biologiche);
la pratica del gioco d’azzardo.
In relazione agli emittenti governativi, la Compagnia considera come principali Effetti Negativi le gravi violazioni dei diritti umani e le politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.
In merito al cambiamento climatico, le Linee Guida definiscono un insieme di azioni per ridurre gli Effetti Negativi, e in particolare:
misurazione e monitoraggio della cd. “impronta di carbonio” del perimetro di investimento definito e valutazione dell’allineamento futuro agli obiettivi dell’Accordo di Parigi (Climate alignment) in ottica forward-looking, per meglio comprendere quali sono i settori e gli emittenti che determinano i principali Effetti Negativi in questo ambito e definire le ulteriori conseguenti azioni;
definizione di esclusioni “selettive” degli emittenti corporate: riconoscendo l’impatto particolarmente nocivo dell’utilizzo del carbone come fonte termica sul clima, la Compagnia esclude a priori dai nuovi investimenti quelli in emittenti corporate che traggono il 30% e oltre dei loro ricavi dalle attività di estrazione di carbone o di generazione di energia elettrica da carbone termico, e che non dimostrino un posizionamento sufficientemente ambizioso in termini di transizione del business verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Per misurare tale posizionamento sono utilizzati specifici indicatori e rating di tipo forward-looking forniti da agenzie di ricerca specializzate;
esclusione degli emittenti governativi che attuano politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.
In merito agli altri Effetti Negativi identificati, si adotta una strategia di esclusione volta ad evitare di investire in emittenti corporate ed emittenti governativi che ne sono responsabili.
Informazioni sulla considerazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità nelle attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo
La Compagnia ha pubblicato sul proprio sito web la dichiarazione relativa alle proprie politiche in materia di dovuta diligenza per quanto riguarda i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.
Gli Agenti collocano prodotti realizzati dalla Compagnia, in coerenza con le indicazioni fornite dalla stessa e con il supporto nei processi consulenziali dei sistemi informatici messi a disposizione dalla Compagnia medesima.
In conseguenza di questo, la fornitura delle attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo da parte degli Agenti tiene conto della considerazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità svolta dalla Compagnia nelle sue decisioni di investimento, incluse le azioni intraprese e le azioni pianificate per evitarli o ridurli.
Riesame delle informazioni pubblicate
La presente Politica sarà soggetta ad aggiornamento: in tal caso verrà data spiegazione chiara delle modifiche apportate.
Pubblicazione
☐ Le informazioni sulle politiche sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nei processi decisionali relativi agli investimenti nonché la presente Politica sono pubblicate sul sito web dell’Agenzia [inserire il dominio]
☐ In assenza di sito web dell’Agenzia, la presente Politica è disponibile in formato cartaceo presso i locali ove si svolge attività di intermediazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di informativa precontrattuale, tempo per tempo vigenti.
Obiettivi
In conformità alle previsioni del Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 (di seguito “Regolamento 2088”) e del Regolamento Delegato (UE) 2022/1288 della Commissione del 6 aprile 2022 (di seguito “Regolamento 1288”), l’Agenzia adotta la presente Dichiarazione.
L’adozione avviene sulla base delle disposizioni di dettaglio di cui al Regolamento 1288e nel contesto di un quadro normativo complesso e in costante evoluzione.
Definizioni e terminologia
Agente o Consulente finanziario
Ai fini del presente documento, un intermediario assicurativo iscritto alla sezione A del Registro Unico Intermediari (RUI) che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP.
Emittenti
Soggetti che, per il finanziamento delle proprie attività, emettono strumenti finanziari atti alla circolazione e quindi a essere scambiati su un mercato. Le imprese organizzate in forma di società di capitali che finanziano il proprio debito a medio e lungo termine (emittenti corporate) e gli Stati che finanziano il proprio debito pubblico (emittenti governativi) sono i più importanti emittenti di strumenti finanziari.
Fattori di sostenibilità (o Fattori ESG -Environmental, Social, Governance)
Problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva.
IBIP o prodotto di investimento assicurativo
Un prodotto assicurativo che presenta una scadenza o un valore di riscatto e in cui tale scadenza o valore di riscatto è esposto, in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato e non include:
Investimento sostenibile
Investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, misurato, ad esempio, mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l’impiego di energia, l’impiego di energie rinnovabili, l’utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l’uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l’impatto sulla biodiversità e l’economia circolare o un investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo sociale, in particolare un investimento che contribuisce alla lotta contro la disuguaglianza, o che promuove la coesione sociale, l’integrazione sociale e le relazioni industriali, o un investimento in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate a condizione che tali investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno di tali obiettivi e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, in particolare per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale e rispetto degli obblighi fiscali (articolo 2, punto 17), Regolamento (2088).
Rischio di sostenibilità
Un evento o una condizione di tipo ESG che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento (c.d. dimensione di rischio “subito”).
Effetto negativo per la sostenibilità
Impatto negativo delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, cioè su problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla corruzione attiva e passiva (c.d. dimensione di rischio “generato”).
Perimetro di applicazione
La presente Dichiarazione viene adottata dall’Agenzia in applicazione di quanto previsto dal Regolamento 2088 e dal Regolamento 1288, trattandosi di intermediario che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo ai prodotti di investimento assicurativo (IBIP).
La considerazione dei principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità
Unipol Assicurazioni S.p.A. (di seguito “Unipol” o “Compagnia”) ha definito le proprie “Linee Guida per l’attività di investimento responsabile” (le “Linee Guida”), attraverso le quali la Compagnia si impegna a presidiare i Fattori ESG nelle attività di investimento, definendo le modalità di integrazione degli stessi nel relativo processo decisionale, con particolare riferimento agli investimenti diretti delle Gestioni Separate collegate a prodotti rivalutabilie ai PIP attuati mediante contratti di assicurazione sulla vita di cui al ramo I dell’art. 2, comma 1, del D.lgs. 209/05 e s.m.i.. Rispetto ai prodotti Unit-Linked e Index-Linked, ai PIP attuati mediante contratti Unit-Linked, nonché ai Fondi Pensione Aperti, fatta eccezione per specifiche opzioni di investimento che integrano i Fattori ESG nei criteri di selezione degli emittenti e di gestione degli investimenti, la Compagnia svolge un monitoraggio ex post sugli investimenti diretti sottostanti, per verificare in che misura rispettano i criteri ESG definiti dalle suddette Linee Guida.
Come previsto dalle proprie “Linee Guida”, e in relazione al perimetro di investimento ivi definito, Unipol considera i principali effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità (gli “Effetti Negativi”). In particolare, con riferimento agli investimenti finanziari, la Compagnia si impegna a presidiare gli Effetti Negativi attraverso un processo di dovuta diligenza volto a identificare, prevenire e mitigare tali effetti, verificando e valutando l’approccio degli emittenti ai principi di condotta responsabile.
L’individuazione dei Fattori ESG rilevanti ai fini delle decisioni di investimento è inserita nel più ampio sistema di presidio dei Fattori ESG che utilizza strumenti diversi per identificare e valutare, da un lato, i rischi di sostenibilità e, dall’altro, gli effetti negativi attuali e potenziali connessi alle dimensioni ambientali, sociali e di governance.
Con particolare riferimento agli effetti negativi, la partecipazione alle principali iniziative globali (di settore e trasversali) in ambito di sostenibilità contribuisce a garantire un costante aggiornamento di Unipol, quale facente parte del Gruppo Unipol, rispetto alle tematiche che ne determinano l’insorgere riguardo alle dimensioni ambientali, sociali e di governance. Unipol, inoltre, approfondisce la comprensione dei principali effetti negativi che potrebbero essere generati dal suo operato, comprese le decisioni di investimento, nell’ambito di processi strutturati che prevedono anche il coinvolgimento di stakeholder esterni.
Gli effetti negativi sono rilevati considerandone la gravità, compreso il loro carattere potenzialmente irrimediabile, e la probabilità. Tali rilevazioni sono state il punto di partenza per la definizione dei presidi contenuti nelle Linee Guida, che hanno l’obiettivo di ridurre la probabilità di determinazione di effetti negativi attraverso la prevenzione e di ridurne la gravità attraverso azioni di mitigazione.
Unipol si avvale quindi di dati, informazioni e rating in merito alle performance ESG degli emittenti in portafoglio (nonché di quelli appartenenti al più ampio universo investibile), in base ai quali può procedere a valutazioni periodiche dei potenziali effetti negativi sui fattori di sostenibilità, supportando così la definizione – anche in relazione agli impegni e obiettivi nelle Linee Guida – delle priorità in termini di prevenzione e mitigazione degli impatti negativi sui fattori ESG.
Informazioni sulla considerazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità nelle attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo
La Compagnia ha pubblicato sul proprio sito web la “Dichiarazione sui principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità”.
Gli Agenti collocano prodotti realizzati dalla Compagnia, in coerenza con le indicazioni fornite dalla stessa e con il supporto nei processi consulenziali dei sistemi informatici messi a disposizione dalla Compagnia medesima. Le informazioni pubblicate dalla Compagnia costituiscono informazioni rilevanti per comprendere l’approccio adottato dalla stessa in merito alla considerazione dei principali effetti negativi.
In conseguenza di questo, la fornitura delle attività di consulenza in materia di prodotti di investimento assicurativo da parte degli Agenti tiene conto della considerazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità svolta dalla Compagnia nelle sue decisioni di investimento, incluse le azioni intraprese e le azioni pianificate per evitarli o ridurli.
La classificazione e la selezione dei prodotti finanziari sulla base degli indicatori degli effetti negativi sulla sostenibilità è svolta qualora la Compagnia prenda in considerazione tali indicatori nella caratterizzazione degli specifici prodotti e nella misura e secondo le indicazioni fornite dalla Compagnia stessa nella documentazione precontrattuale dei prodotti stessi.
Pubblicazione
☐ La presente Dichiarazione è pubblicata sul sito web dell’Agenzia [inserire il dominio] nella sezione denominata “Dichiarazione sui principali effetti negativi delle consulenze in materia di assicurazioni sui fattori di sostenibilità”.
☐ In assenza di sito web dell’Agenzia, la presente Dichiarazione è disponibile in formato cartaceo presso i locali ove si svolge attività di intermediazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di informativa precontrattuale, tempo per tempo vigenti.
1° gennaio 2025
Il perseguimento del successo sostenibile è un obiettivo di lungo termine del Gruppo Unipol, che ha fatto della sostenibilità un driver di scelta integrato in tutte le decisioni aziendali.
La visione strategica del Gruppo, come definita dal Piano Industriale approvato per il triennio 2022-2024, è orientata a evolvere a una posizione di leader di ecosistemi, con focus sui settori di mobilità, welfare e property, attraverso la creazione di valore condiviso per il Gruppo e i suoi stakeholder, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goals – SDGs).
Tale visione, che parte dalla convinzione che le opportunità e il benessere dei clienti e delle persone che ogni giorno interagiscono con le società del Gruppo siano condizioni necessarie alla capacità di sviluppo sul mercato e al successo sostenibile dello stesso, è supportata e completata dall’integrazione dei rischi relativi a temi ESG (ambientali, sociali e di governance) rilevanti per il Gruppo nell’ambito del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
In tale scenario, il Piano Industriale del Gruppo orienta pertanto sia l’orizzonte delle Politiche di Remunerazione, sia gli obiettivi e le condizioni di performance sottostanti, proiettandone effetti e benefici su traguardi sostenibili.
In generale, le Politiche di Remunerazione sono definite in allineamento alla mission del Gruppo, esplicitata nella Carta dei Valori che afferma, tra l’altro, che “il Gruppo attua una gestione imprenditoriale efficiente, profittevole e sostenibile nel tempo, basata sul contributo e sulla valorizzazione dei propri collaboratori”. Tale affermazione fornisce un importante orientamento all’impostazione generale delle Politiche di Remunerazione, che è volta a privilegiare un approccio sostenibile in una visione di lungo periodo, sottolineando la vocazione del Gruppo alla valorizzazione professionale.
Nello specifico, nell’ambito delle Politiche di Remunerazione adottate per il triennio, sono stati integrati parametri volti a misurare il successo sostenibile per la determinazione della retribuzione variabile sia di breve che di lungo periodo.
Per quanto riguarda l’assegnazione di Bonus di Breve Termine (o Short Term Incentive – STI), è considerato l’obiettivo del mantenimento dell’indice di reputazione, così come calcolato nell’ambito del Progetto di “Reputation Management” del Gruppo in base al modello RepTrak®, quale indicatore della complessiva corretta gestione verso tutti gli stakeholder.
Il modello di valutazione dell’indicatore di profilo reputazionale considera tra gli elementi chiave di misurazione le performance di sostenibilità, quali il benessere dei propri dipendenti, l’adozione di una governance etica e trasparente, il contributo agli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico e di protezione dell’ambiente. La capacità di presidiare i rischi di sostenibilità nell’attività di investimento e di supportare, come attore del sistema finanziario, l’attuazione dell’Agenda ONU 2030 e la transizione verso un’economia sostenibile sono evidenziati come aspetti di significativo rilievo per proteggere la reputazione del Gruppo.
Inoltre, le Politiche di remunerazione sono direttamente connesse all’integrazione dei rischi di sostenibilità nelle decisioni di investimento. Con riferimento al Bonus STI sono infatti previsti, per le funzioni specificamente coinvolte nei processi decisionali di investimento finanziario, obiettivi di conformità agli impegni definiti dalle “Linee Guida per le attività di investimento responsabile”, al fine di garantire un presidio sui rischi di sostenibilità, nonché il contenimento di potenziali effetti negativi delle scelte di investimento sui fattori di sostenibilità.
Per quanto riguarda, invece, la componente di incentivazione di lungo termine 2022-2024 (o Long Term Incentive – LTI), tra gli obiettivi di performance sono previsti: (i) un indicatore che misura il raggiungimento degli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico, relativi alla riduzione delle emissioni di gas serra di Scope 1 e 2 degli immobili strumentali del Gruppo, in linea con obiettivi basati sulla scienza climatica, inclusi nel piano di azione integrato per contribuire al raggiungimento di un obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, nonché (ii) un indicatore che misura l’incremento dell’ammontare degli investimenti tematici, valorizzando in questo caso il ruolo degli investimenti come strumento a supporto del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Per pronto riferimento si riporta di seguito il link alla Relazione sulla remunerazione:
I Prodotti di Unipol che promuovono caratteristiche ambientali o sociali sono “Unipol Investimento MixSostenibile” ed il Comparto Bilanciato Etico del Fondo Pensione Aperto “Unipol Previdenza FPA”. Le informazioni sulle caratteristiche ambientali o sociali promosse da tali prodotti sono reperibili all’interno della pagina “Unipol Investimento MixSostenibile” e Comparto Bilanciato Etico del Fondo Pensione Aperto “Unipol Previdenza FPA”.